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Proverai sempre affetto per certe persone, anche se ti hanno distrutto e visto cadere.

(via me-te-ora)

si.

(via ungiornosmetteraidimancarmi)

eh.

(via unaragazzadimenticata)

Già?

(via ifithadntbeenforhate)

..

(via fourteenblushes)

(via fiorenellacrepadelmuro)

……….

(via ilprofumodelletuefelpe)

….

(via alicenelpaesedegliorrori)

….

(via stelleincollisione)

..

(via invernodentroefuori)

..eh

(via londrae)

rtacci loro

(via comesenonbastasse)

rtacci loro davero

(via troppoprestoperandarvia)

  • Charlie Brown:

    Non sarebbe stupendo se quella ragazzina coi capelli rossi si avvicinasse e mi baciasse? Le chiederei perché l’ha fatto, e non sarebbe stupendo se mi dicesse che l’ha fatto perché mi ama da sempre? Allora l’abbraccerei e lei mi bacerebbe di nuovo... non sarebbe stupendo?!

  • Non sarebbe stupendo se venisse fuori che le patatine fritte fanno bene?”

Il mio migliore amico vorrei che non fosse immaginario..
Vorrei che fosse una persona che ti voglia bene veramente, e non solo perché vuoi qualcuno che ti stia accanto e basta.
Vorrei un migliore amico che ti chiedesse come stai fino a dire la verità.
Vorrei un migliore amico che si prendesse cura di me.
Vorrei un migliore amico che ti sostiene e ti consiglia quando fai sbagli, e io di sbagli ne faccio tanti.
Vorrei un migliore amico che mi vuole bene per i miei difetti non per i pregi.
Vorrei un migliore amico che quando dici che hai freddo viene lì e ti abbraccia anziché dirti di mettere su il giubbotto.
Vorrei un migliore amico che fa le cazzate insieme a te.
Vorrei un migliore amico che ogni giorno mi faccia ridere, anche se non ha senso, voglio ridere.
Vorrei un migliore amico che ti prende da parte quando ti vede triste e a tutti i costi ti fa dire il motivo.
Vorrei un migliore amico che quando hai da fare cose importanti e sei agitata ti calmi..ricordandoti che lui ci sarà sempre per te.
Vorrei un migliore amico vero e che non ti usi.
Vorrei un migliore amico che ti voglia bene veramente.
Vorrei un migliore amico che si preoccupi per te.
Vorrei un migliore amico che ti metta al primo posto.
(via sonounagocciadipioggia)

http://sguardi-mancati.tumblr.com/post/81405341846/io-che-continuo-a-ripetere-a-tutti-che-non-voglio

sguardi-mancati:

Io che continuo a ripetere a tutti che non voglio un migliore amico dopo quello che è successo con lui.
La verità é che mi manca la sua presenza, la presenza di una persona che aspetta che io mi addormenti pure se è tardi e il giorno dopo ha scuola, che mi dica che sono importante per lui, che…

Il punto è che quando hai quindici, sedici, diciassette anni puoi fare tutto, puoi permetterti di sbagliare. Ed è bellissimo e nemmeno ce ne rendiamo conto. É l’età del saltare scuola e falsificare la giustifica. I maglioni troppo larghi, i thè sotto le coperte, la domenica pomeriggio, con gli amici. Le cicatrici sulle braccia. Le scritte sulle porte dei bagni di scuola. É l’età degli errori, l’età che non torna, l’età che qualsiasi cosa fai puoi sempre rimediare. É l’età dei pianti per cose che non sono niente e sembrano tutto, l’età dei primi amori, i primi baci, il dolore di quando finisce, e i “per sempre” che non lo saranno mai. Ci mettiamo in gabbia per paura della vita senza renderci conto che la vita vera è proprio ora, quella che a trent’anni vorremo poter rivivere. Siamo una generazione dannata, bruciata, andata, spirata. Siamo la generazione di facebook, di twitter, instagram e tumblr. Degli screen delle conversazioni, dei messaggi troppo lunghi, dei compiti infiniti, dei dilatatori, dei tatuaggi. Dei “Voglio vivere a Londra”, “Voglio vivere a New York”. Delle poesie sui banchi di scuola, i film visti milioni di volte, le amicizie a distanza, le stazioni, i treni, le insicurezze. É bellissimo, è bellissimo, e non ce ne rendiamo conto. Io non me ne rendo conto. É ora di cominciare a gridare, ridere, respirare. Vivere fino a consumarsi la pelle e le ossa. Vivere fino a consumarsi l’anima.
ragazzo-di-ghiaccio (via ragazzo-di-ghiaccio)
Era una di quelle persone che non dimostrano di stare male. Sembrano sempre così forti.
Lo incontrai la prima volta in un corridoio della scuola, sulla strada per tornare in classe. La testa alta e le spalle leggermente chinate, molto sicuro di se, passo tranquillo e poco molleggiato. Lo fissai, ragazzi, era impossibile non farlo. Sono sempre stata una persona orgogliosa ed estremamente timida, e l’idea di salutarlo mi balenò per meno di un secondo in testa prima di lasciare il posto al pensiero di quanto potessi essere stata stupida. Era uno di quelli che non riesci a non guardarli, troppo bello, troppo instabile, ribelle. I capelli quasi rossi e gli occhi marroni.
Sbatteva i pugni al muro, fumava, guardava le altre, camminava come un cattivo ragazzo. A me non lo era mai sembrato. Una di quelle persone che il dolore se lo portano sempre dentro e sono bravi a nasconderlo, come un bimbo che ruba un cioccolatino e fa del suo meglio per non farsi scoprire. Semplicemente una persona che aveva dimenticato il profumo della felicità e che aveva perso la speranza di poterlo ritrovare.
Un giorno successe che un mio amico bussò alla porta della mia classe. ‘Lu sto uscendo prima, è successa una cosa, sua madre è morta’. Sua madre, che aveva il cancro da tre anni, sua madre che avevo visto tante volte in foto.
E lui sbatteva i pugni al muro e ti guardava in faccia con gli occhi pieni di rabbia e solitudine. E faceva paura, ed era bello. E mi innamorai di lui. Un giorno lo salutai e lui mi sorrise. Il giorno dopo ci sedemmo in cortile insieme, il giorno dopo ancora mi baciò e non faceva più così paura. Un bambino che credeva di potersi salvare da solo. Nessuno si salva da solo quando é convinto che nessun altro potrebbe farlo.
E mi hanno chiesto cos’è l’amore. E l’amore è lui che ha gli occhi spenti, il fumo che esce dalla bocca, l’amore è lui che mi accarezza le labbra, lui che ha il cancro, come sua madre; lui che da un anno è morto, ed io, che ogni giorno mi sveglio e sento qualcuno che mi solletica le labbra.
noianchesiamounastoriadamore (via noianchesiamounastoriadamore)
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